WikiLeaks: la vendetta cinese?

WikiLeaks: la vendetta cinese?

Forse si tratta di un'azione raffinata contro chi ha usato WikiLeaks per destabilizzarli

I rapporti delicatissimi con la Corea del Nord vengono destabilizzati con la pubblicazione di rapporti diplomatici statunitensi (confidenziali e quindi senza necessità di conferma) secondo cui la Cina favorirebbe una riunificazione delle due Coree sotto l’egida della Corea del Sud.
Nel momento in cui qualcuno sta favorendo una guerra vera e propria tra le due Coree, la perdita di faccia da parte di Pechino con Pyongyang e’ estremamente pericolosa. Altro “target” di Assange: il Pakistan e la sua leadership. E poi c’e’ forse il tirassegno preferito: l’Iran.
I commenti confidenziali (e quindi, di nuovo, senza bisogno di conferme) dicono che c’e’ un’intesa tra Iran e Nord Corea.
Conseguenza mentale logica nel lettore di quinta mano di WikiLeaks: l’Iran una bella bombardata a tappeto se la meriterebbe proprio. Poi c’e’ la Turchia che si dice avrebbe aiutato Al Qaeda in Iraq.
Manca, naturalmente, qualunque rivelazione su come intelligence occidentali hanno inventato persino il nome di Al Qaeda come spiegò in un articolo sul Guardian dell’8 luglio 2005  l’ex ministro degli esteri inglese Robin Cook, che sfortunatamente morì improvvisamente solo un mese dopo.
La Cina -- intenta a crearsi una sua zona di alleanze economiche che passa proprio per il Pakistan, l’Iran e la Turchia – deve sentirsi leggermente paranoica.
Per non parlare delle rivelazioni sull’Italia.
Nicola Calipari, il numero due dell’intelligence italiano ucciso sulla strada dell’aeroporto di Baghdad da uomini in uniforme statunitense, sarebbe stati ucciso di proposito, riporta WikiLeaks.
Ma solo perché I terroristi che avevano rapito e poi liberato la giornalista Giuliana Sgrena avevano fatto una telefonatina agli americani dando loro il numero di targa di un’auto bomba in viaggio verso l’aeroporto.
(Per la vera storia dell’assassinio di Calipari riferiamo il lettore ad articoli apparsi su questo sito.) Questa versione -- i terroristi telefonisti che ingannano gli americani – era circolata a Washington e in Italia come confidenza dei ben informati. Nessun ci aveva creduto. Adesso però ci sono le Primule Rosse di WikiLeaks che lo riportano, ergo…
 
Poi ci sono le rivelazioni sul Silvio nazionale. Chissà quante cose  scottanti. Be’ la cosa più scottante e’ che Berlusconi ha un accordo con Putin per fare il South Stream una rete di oleodotti e gasdotti che contribuirebbe a dare all’Italia quell’indipendenza energetica per cui un certo Enrico Mattei fu assassinato il 27 Ottobre 1962 da ignoti.
Insomma, dice Clavelli, qui non c’e’ una sola rivelazione che dia fastidio agli Stati Uniti.
Anzi.
Ma l’angolatura che ci presenta Clavelli è ancora più; interessante, un punctum dolens che nessuno ha messo in evidenza.
Il capo di WikiLeaks, Assange, che coltiva in pubblico un atteggiamento di calma olimpica, è esploso in un attacco di rabbia quando gli è stato chiesto dalla rivista Forbes  di una possibile collaborazione con un gruppo (“Government Leaks”) che intende pubblicare documenti segreti e confidenziali del governo cinese. Il gruppo, intervistato dall’agenzia francese Afp ha detto di aver cercato di collaborare con Assange ma sono stati rifiutati.  
No, no e poi no dice Assange a Forbes mostrando per la prima volta in pubblico una forte emotività “They have no reputation you can trust. It’s very easy and very dangerous to do it wrong.“ (Non hanno una reputazione… e’ molto pericoloso).
In realtà, ipotizza il nostro Clavelli, dietro l’irritazione di Assange c’e’ la paura che gli “antigovernativi” cinesi faranno la stessa cosa che gli “antigovernativi” occidentali di WikiLeaks stanno facendo.
Ma dalla parte opposta. Se il gruppo di Assange fa rivelazioni contro quei governi che gli USA vogliono punire o ridimensionare, “Government Leaks” potrebbe fare lo stesso per imbarazzare gli USA.
“Destabilizzazione attraverso rivelazione”, scrive Clavelli.
Come nel 1976 ai tempi dello scandalo Lockheed che fece tremare vari governi “alleati” compreso l’Italia che fu difesa con successo da Aldo Moro con un famoso discorso in parlamento nel marzo 1977: "Onorevoli colleghi che ci avete preannunciato il processo sulle piazze, vi diciamo che noi non ci faremo processare".
Un anno dopo, Moro era stato ucciso… dalle Brigate Rosse. Una quindicina di anni dopo ci furono i “processi”.  Gli “alleati Italiani” tanto decantati da Washington, aveva pensato che la fine della guerra fredda avrebbe fatto riguadagnare dei margini di sovranità nazionale. Errore. “Destabilizzazione  attraverso rivelazione”

 

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