L’eredità del 'buon nome'

L’eredità del 'buon nome'

C’è una parola che ricorre spesso nel racconto di Nicolò Bagalini: «Missione». Per l’allenatore professionista di portieri, oggi consigliere comunale uscente e ricandidato con Fratelli d’Italia a sostegno di Nicola Mozzoni, c’è chi la politica la sceglie per ambizione e chi, la respira fin da bambino come un’eredità naturale, quasi genetica. Il suo è un percorso che affonda le radici in una storia familiare fatta di simboli: un nonno comunista, l’altro repubblicano, e un padre esponente locale del PRI.

«Sono cresciuto respirando politica, a 13 anni seguivo mio padre ai vari incontri politici— esordisce Bagalini. I miei nonni e mio padre mi hanno insegnato che l’unico modo per essere "immortali" è lasciare un ricordo di onestà, etica e correttezza. Ancora oggi incontro novantenni che mi riconoscono come il nipote o il figlio di persone che hanno agito correttamente senza interessi personali. Mi piacerebbe che un domani mia figlia potesse ricevere lo stesso riconoscimento: quello di aver agito come una persona perbene».

La politica è un’etica del dovere. Contro l’indifferenza, scelgo la prossimità

Al centro del suo pensiero non ci sono solo i diritti, ma soprattutto i doveri. Un concetto che, da buon sportivo, Bagalini, lega strettamente al mondo dello sport: «Credo nello spirito di squadra. In consiglio comunale vedo troppi "showman", troppi attori che pensano solo ad apparire. La politica, invece, deve essere prossimità: vicinanza costante al cittadino, non solo durante la campagna elettorale».

Oggi la mia sfida è contro l’indifferenza: come diceva Einstein «Il mondo non sarà distrutto da coloro che fanno il male, ma da coloro che li guardano senza fare nulla».

La politica della verità

«La politica più autentica non si nutre di illusioni, ma della verità dei fatti. Il vero atto di coraggio per un amministratore è la trasparenza. Basare il proprio operato sulla realtà, anziché su finte rassicurazioni, è l’unico modo per ricostruire quel patto di fiducia tra istituzioni e famiglie che oggi appare logorato. A tal proposito, Bagalini ricorda quando, con orgoglio, durante il suo primo incarico da consigliere, preferì un "no" onesto a una promessa facile: «Un cittadino si rivolse alla mia persona circa la fattibilità di un intervento. Mi informai negli uffici e, capito che non si poteva fare, lo invitai a prendere un caffè per spiegargli i motivi. Mi ringraziò, non perché avessi risolto il problema, ma perché ero stato l’unico a non prenderlo vigliaccamente in giro. Il cittadino non vuole miracoli, vuole risposte».

Oltre la politica, la famiglia il valore primario

Dietro la determinazione politica di Bagalini c'è il valore della famiglia e una scelta umana profonda. Pochi sanno che aveva vinto un concorso come Commissario di Polizia, una carriera a cui ha rinunciato per accudire il padre non vedente. «La famiglia è la cosa più sacra del mondo. La mia "gloria" non è un titolo o una carica, ma il sorriso di mia moglie e mia figlia quando torno a casa la sera. Per questo vivo la politica come un servizio: se rubo tempo ai miei cari, devo farlo per qualcosa in cui credo fermamente».

Sicurezza: «Meno burocrazia, più controllo»

Bagalini mette la sicurezza in cima all’agenda. Nel corso del suo mandato in Consiglio Comunale, ha depositato numerose interrogazioni volte a sollecitare interventi risolutivi sul fronte della sicurezza urbana. Il suo obiettivo è il potenziamento della videosorveglianza, partendo da un risultato già ottenuto: «Ho promosso un protocollo che permette alle Forze dell’Ordine di accedere istantaneamente alle telecamere comunali, eliminando attese burocratiche di 15 giorni che spesso rendevano inutilizzabili le immagini. Ma c'è ancora molto da fare: oggi il 30% degli impianti è fuori uso. Dobbiamo ripararli e mappare meglio la città».

Sport e Sociale: «Impianti disastrosi, serve un cambio di rotta»

Da uomo di sport, Bagalini non usa giri di parole sulla ‘condizione di salute’ di tutte le strutture cittadine sportive: «La situazione è preoccupante. Lo sport non è solo salute, è economia e, soprattutto, prevenzione sociale. Un ragazzo che sta sul campo è un ragazzo che sta lontano da cattive abitudini e amicizie pericolose». Oggi, indica Bagalini, esistono due strade concrete per intervenire: il Comune può stanziare direttamente i fondi per la ristrutturazione e procedere al bando, oppure può avvalersi dell’art. 5 del d. lgs. 38/2021. Quest'ultima è una norma cardine della recente Riforma dello Sport che consente alle associazioni dilettantistiche di riqualificare gli impianti in cambio di una concessione pluriennale commisurata all'investimento sostenuto."

La politica della complicità: perché correre in due è il vero valore aggiunto di questa campagna

Il profondo rapporto di stima e complicità tra il candidato e Simona Alfonsi, moglie del compianto Luca Vignoli considerato da Bagalini un “padre politico”, è alla base del programma inteso come progetto di squadra. Il loro ticket elettorale nasce dalla volontà di superare ogni individualismo, puntando sulla forza di un’intesa umana e professionale che trasforma la squadra in un valore aggiunto.