IMPERIA – Una delegazione di UPI Marche, guidata dal presidente della Provincia di Ancona e presidente di UPI Marche Daniele Carnevali, ha preso parte alla 39ª Assemblea Nazionale dell'Unione Province d'Italia (UPI), ospitata a Imperia. Con lui anche il presidente della Provincia di Pesaro, Alberto Alessandri, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, la delegata della Provincia di Fermo Giulia Vagnozzi e la direttrice di Upi Marche Valeria Ciattaglia. L'evento, che si è aperto al Teatro Cavour lunedì 19 ottobre alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella — accolto da un lungo e caloroso applauso e dall’esecuzione dell’inno nazionale— ha visto il confronto tra i presidenti di tutta Italia sul futuro delle istituzioni locali, il rapporto con i Comuni e la necessità di superare il blocco istituzionale degli enti di area vasta.
Nel corso della cerimonia d'apertura, il Capo dello Stato ha sottolineato il legame profondo che unisce le Province ai territori e alle persone, evidenziando una missione nazionale fondamentale: «Contrastare lo spopolamento, ridurre la migrazione forzata dei giovani, valorizzare i borghi e territori che rischiano l'abbandono è una grande missione nazionale a cui le istituzioni nel loro insieme devono dedicarsi affermando il comune impegno al servizio ai cittadini».
Il Presidente ha inoltre rimarcato come la storia delle Province, pur vissuta in un quadro di precarietà, abbia dimostrato grande utilità e rispondenza alle domande delle comunità, ribadendo che la Repubblica (costituita da Comuni, Province, città metropolitane, Regioni e Stato) necessita di una stretta collaborazione istituzionale.
A fare il punto sulla situazione delle autonomie locali è stato il presidente Daniele Carnevali, che ha ribadito la centralità del ruolo provinciale per la cucitura e lo sviluppo dei territori marchigiani e nazionali: «Le Province da troppo tempo ormai sono in un limbo, come ha ricordato il Presidente Mattarella, a causa dalla riforma e dalla legge 56/2014. Una riforma incompiuta che dimostra oggi, alla prova dei fatti, come le funzioni provinciali siano fondamentali e insostituibili per gestire servizi che né i piccoli Comuni né le Regioni possono coprire in autonomia».
Il tema della disparità territoriale resta uno dei nodi più urgenti da sciogliere a livello nazionale. Carnevali ha evidenziato come vi siano forti asimmetrie tra le diverse aree d'Italia: da un lato regioni in cui le funzioni sono pienamente integrate nelle Province (come nel caso della Lombardia, dove la riforma Delrio non ha stravolto l'assetto operativo), dall'altro la maggioranza delle regioni, dove le competenze si limitano esclusivamente a quelle fondamentali, come accade tra l'altro nella nostra regione Marche, rendendo ancora più urgente una piattaforma programmatica condivisa, accompagnata da una rivisitazione del sistema di autonomia finanziaria dell' ente”.
Dal palco di Imperia, il presidente nazionale dell'UPI Enzo Lattuca ha tracciato la rotta per la prossima legislatura: «In 12 anni abbiamo avuto la prova che il divario tra città e territori è aumentato con le province più deboli. Chiediamo di uscire da questo limbo normativo che ha provocato un ingiusto depauperamento di risorse e personale. Non siamo in competizione con le Regioni o con i Comuni, ma vogliamo Province forti capaci di fungere da cerniera del Paese, con funzioni certe, risorse dedicate e il ritorno all'elezione diretta, che non è un costo ma un valore democratico irrinunciabile».
Gli interventi istituzionali, tra cui quello del vicepresidente UPI e presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola, hanno ribadito come molti territori e vallate interne si sentano isolati e orfani di un punto di riferimento operativo. Da qui l'appello unitario a tutta la politica, al di là delle appartenenze, per ripartire da una base condivisa di funzioni e restituire risposte concrete ai cittadini.
L'Assemblea prosegue nella giornata odierna alla presenza del Ministro alla Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, con i dibattiti dedicati al PNRR, alle politiche di coesione, alla Legge di Bilancio e alla definizione della nuova piattaforma programmatica delle Province italiane.