Un evento di alto profilo culturale e scientifico che valorizza le Indicazioni Geografiche, le tradizioni agroalimentari e l’identità dei territori. Complimenti al presidente del Consorzio di Tutela dei Maccheroncini di Campofilone IGP, Gabriele Marcozzi, per un’iniziativa capace di guardare al futuro partendo dalle proprie radici.
CAMPOFILONE – Quando la tradizione incontra la visione del futuro, quando un prodotto agroalimentare diventa espressione di cultura, identità e sviluppo economico, nascono iniziative capaci di lasciare il segno. È questo lo spirito di FILO – Festival dei Maccheroncini di Campofilone IGP, in programma il 7 e 8 novembre 2026 presso il Teatro Comunale di Campofilone.
Una manifestazione di particolare valore che pone al centro non soltanto uno dei prodotti simbolo della gastronomia marchigiana, ma l’intero patrimonio delle eccellenze agroalimentari italiane, attraverso un confronto tra istituzioni, Consorzi di Tutela, esperti e protagonisti della comunicazione.
Gabriele Marcozzi: una presidenza che guarda lontano
Un riconoscimento particolare va a Gabriele Marcozzi, presidente del Consorzio di Tutela dei Maccheroncini di Campofilone IGP, al quale vanno i più sinceri complimenti per aver promosso un’iniziativa di tale spessore.
Il merito di questa manifestazione risiede soprattutto nella capacità di superare il concetto tradizionale di evento gastronomico, trasformandolo in un’occasione di riflessione, promozione territoriale e confronto nazionale.
È una scelta lungimirante, che dimostra come la tutela di un prodotto d’eccellenza non possa limitarsi alla conservazione delle sue caratteristiche, ma debba necessariamente accompagnarsi alla costruzione di una reputazione riconoscibile, alla comunicazione dei valori del territorio e alla capacità di creare nuove opportunità economiche.
Gabriele Marcozzi dimostra così di interpretare il ruolo del Consorzio non soltanto come organismo di tutela, ma come protagonista attivo dello sviluppo e della valorizzazione di Campofilone e dell’intero territorio marchigiano.
Un impegno che merita apprezzamento, perché iniziative di questa qualità contribuiscono ad accrescere il prestigio delle produzioni locali e a rafforzarne il posizionamento nel panorama agroalimentare nazionale.
Le eccellenze italiane si incontrano a Campofilone
Particolarmente interessante il convegno dal titolo “Indicazioni Geografiche: tutelare l’identità, costruire il futuro dei territori”, articolato in diversi momenti di approfondimento, con la conduzione di Daniele Paci, agronomo e divulgatore scientifico.
Il programma mette a confronto nove realtà rappresentative del patrimonio agroalimentare, tra cui i Maccheroncini di Campofilone IGP, il Ciauscolo IGP, l’Oliva Ascolana del Piceno DOP, la Casciotta d’Urbino DOP, l’Olio Marche IGP, l’Olio Cartoceto DOP, i Vini Piceni, l’Agnello del Centro Italia IGP e il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP.
Nove esperienze che testimoniano come dietro ogni denominazione vi siano comunità, imprese, paesaggi, biodiversità, tradizioni e competenze tramandate nel tempo.
Di assoluto interesse anche il confronto con due grandi realtà nazionali: il Consorzio del Prosciutto di Parma DOP, rappresentato dal direttore Stefano Fanti, e il Consorzio Tutela Grana Padano DOP, con Cesare Baldrighi, figura di riferimento del settore e presidente di Origin Italia.
La loro presenza nel programma conferisce ulteriore autorevolezza all’iniziativa, creando un’importante occasione di dialogo tra le grandi denominazioni italiane e le produzioni identitarie delle Marche.
Comunicazione, turismo e sviluppo: la nuova sfida delle Indicazioni Geografiche
Uno dei temi più significativi affrontati nel corso del convegno riguarda il ruolo della comunicazione nella valorizzazione delle produzioni certificate.
Il contributo dello storico gastronomico e autore Luca Cesari e del giornalista Luca Bonacini evidenzia un concetto fondamentale: non basta produrre eccellenza, occorre saperla raccontare.
La qualità di un prodotto deve diventare anche uno strumento per attrarre visitatori, promuovere esperienze turistiche, sostenere la ristorazione e rafforzare l’identità delle comunità locali.
Il passaggio dalla denominazione alla destinazione turistica rappresenta infatti una delle prospettive più interessanti per lo sviluppo delle aree interne e dei piccoli borghi italiani.
Campofilone, con i suoi celebri maccheroncini, dispone di tutte le caratteristiche per interpretare pienamente questa opportunità: una tradizione gastronomica riconosciuta, un territorio di grande fascino e una forte identità culturale.
Un esempio virtuoso per tutto il territorio marchigiano
L’iniziativa, che vede nel programma la partecipazione istituzionale del Comune di Campofilone, di Copagri Marche e della Camera di Commercio delle Marche, rappresenta un esempio significativo di come sia possibile costruire occasioni di promozione capaci di andare ben oltre i confini comunali.
In un periodo nel quale le produzioni agroalimentari devono confrontarsi con mercati sempre più competitivi, la scelta di puntare su qualità, identità, collaborazione e cultura appare particolarmente importante.
La vera forza dei Maccheroncini di Campofilone IGP, infatti, non risiede esclusivamente nelle loro straordinarie caratteristiche gastronomiche, ma nella storia che raccontano e nel legame indissolubile con il territorio di origine.
FILO ha il merito di rendere visibile proprio questo legame, trasformando una specialità alimentare in un simbolo di appartenenza e in uno strumento di promozione territoriale.
Complimenti al presidente Marcozzi e a tutto il Consorzio
A conclusione di queste considerazioni, è doveroso rivolgere un sincero plauso al presidente Gabriele Marcozzi e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione del festival.
Promuovere un evento di questa levatura significa investire concretamente nella reputazione del territorio, nella valorizzazione delle imprese e nella trasmissione alle nuove generazioni di un patrimonio produttivo e culturale di straordinario valore.
L’auspicio è che FILO possa consolidarsi come appuntamento di riferimento per il mondo delle Indicazioni Geografiche, diventando negli anni un laboratorio permanente di idee, relazioni e progetti per il futuro dell’agroalimentare marchigiano.
Perché tutelare un’eccellenza significa custodirne il passato, valorizzarne il presente e, soprattutto, costruirne il futuro.
E Campofilone, grazie a questa iniziativa e all’impegno del suo Consorzio di Tutela, dimostra di avere tutte le carte in regola per essere protagonista di questo percorso.
FILO – Festival dei Maccheroncini di Campofilone IGP
7–8 novembre 2026 | Teatro Comunale di Campofilone
Sabato 7 novembre: 17:00–19:30 • Domenica 8 novembre: 10:00–13:30